CHIESA E CONVENTO DOMENICANO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE CON L’ULTIMA CENA DI LEONARDO DA VINCI
PATRIMONIO CULTURALE
Pochi dipinti nella storia hanno suscitato così tanti interrogativi,
curiosità e interpretazioni. L’Ultima cena di Leonardo, a dispetto del
suo stato di conservazione non proprio eccellente, da più di cinque
secoli viene investigata, citata e ‘saccheggiata’ da studiosi, artisti,
registi e pubblicitari, da Andy Warhol a Mel Brooks, da Dan Brown ai
Simpson, confermandosi come uno dei simboli dell’arte italiana più
riconosciuti nel mondo. A commissionare l’opera fu il duca di Milano
Ludovico il Moro.
All’epoca, Leonardo si trovava da oltre 10 anni nella
città sforzesca, a servizio del duca. Quando nel 1498, ben tre anni dopo
l’avvio dei lavori, consegnò l’opera finita, questa dovette sconvolgere
non poco le menti e i cuori dei suoi contemporanei. Nessuno, prima di
allora, si era spinto a rappresentare in scala monumentale e in maniera
così convincente i moti dell’animo umano, accompagnati da gesti delle
mani e sguardi eloquenti, in una concitazione funzionale alla solennità
del momento.
Al centro della scena, un compassato Gesù ha appena
pronunciato le parole “uno di voi mi tradirà”, che producono l’effetto di
un’onda d’urto negli apostoli, ognuno dei quali manifesta i sentimenti
in maniera differente. C’è chi discute animatamente, chi si porta
inquieto le mani al petto interrogandosi, chi le spinge in fuori sdegnato
allontanando il sospetto, chi arretra con i gomiti sulla tovaglia sapendo
di essere il colpevole.
DA NON PERDERE
“Il nuovo arrivato, giovane, alto, biondo (come lo descrive ammiratissimo Giorgio Vasari […]), con quel suo sguardo penetrante e onnivoro di chi vuol tutto vedere e comprendere sotto le sopracciglia un po’ aggrottate, non era tipo da lasciarsi impressionare dalle dimensioni della città degli Sforza: veniva pur sempre da Firenze, dalla meravigliosa corte del Magnifico Lorenzo, e aveva scritto una magnifica lettera di autopresentazione per il signore di Milano […].”
Leonardo trascorse a Milano quasi due decenni, che furono tra i periodi più fecondi della sua esistenza, come narra Marina Migliavacca nel suo romanzo storico Leonardo. Il genio che inventò Milano (2015). Milano può vantarsi di possedere gli unici due dipinti su muro superstiti di mano dell’artista: il Cenacolo, che ha inaugurato una nuova epoca artistica, e i fiabeschi intrecci vegetali della Sala delle Asse, nel Castello Sforzesco.
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“Soleva […] andar la mattina
a buon’ora e montar sul ponte,
perché il Cenacolo è alquanto
da terra alto; soleva, dico, dal
nascente sole sino a l’imbrunita
sera non levarsi mai il pennello di
mano, ma scordatosi il mangiare
e il bere, di continovo dipingere.
Se ne sarebbe poi stato due, tre
e quattro dì che non v’averebbe
messa mano, e tuttavia dimorava
talora una e due ore del giorno,
e solamente contemplava,
considerava, ed esaminando tra
sé, le sue figure giudicava.”
Questa novella del 1554 mette in luce
alcune caratteristiche di Leonardo diventate
leggendarie: la sua meticolosità e la sua
lentezza nel dipingere. Nel Cenacolo,
l’artista impiegò una tecnica sperimentale
affine alla pittura su tavola e adatta perciò
ai tempi lenti, più che all’affresco e ai suoi
tempi rapidi. La tecnica, inadatta a una
parete, e la forte umidità hanno causato
il rapido deterioramento dell’opera, solo
parzialmente bloccato da un intervento
(conclusosi nel 1999), considerato tra i
più impegnativi mai eseguiti nella storia
del restauro.
Decisamente travagliata,
vandalizzata e bombardata, l’Ultima cena di
Leonardo è ancora oggi piuttosto fragile ed è
costantemente monitorata.
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I siti italiani Patrimonio UNESCO si raccontano attraverso le parole di grandi scrittori che ne hanno celebrato la storia e la bellezza
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“SCRISSE UNA LETTERA DI PRESENTAZIONE A LUDOVICO IL MORO DICENDO CHE POTEVA COSTRUIRE PONTI LEGGERI E FORTI, MACCHINE PER DISTRUGGERE FORTEZZE, BOMBARDE COMODISSIME, NAVIGLI INNOVATIVI, IMPIANTI DI RISCALDAMENTO, ACQUEDOTTI FORMIDABILI, E AGGIUNSE CHE, VOLENDO, ERA IN GRADO DI DIPINGERE QUALCOSA, SE CE N’ERA BISOGNO. (VERAMENTE NELLA LETTERA GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO NON CI SONO, MA A QUANTO PARE LI REALIZZÒ).”
CONSIGLI DI LETTURA
Suggerimenti di lettura per conoscerne la storia e le caratteristiche innovative.
- Il Cenacolo di Leonardo, Johann Wolfgang von Goethe (1817). Tra i primi tentativi di lettura critica dell’opera leonardesca, l’analisi di Goethe è anche una delle più emotivamente coinvolgenti.
- Il Codice da Vinci, Dan Brown (2003). Successo planetario da oltre 80 milioni di copie (e anche un blockbuster), è un thriller avvincente dai risvolti esoterici che si snoda tra il Museo del Louvre e il Cenacolo vinciano, in una ‘caccia al tesoro’ tra simboli e interpretazioni, alla ricerca del Sacro Graal e di una figura femminile, celata tra gli apostoli, che sarebbe Maria Maddalena.
- Lezione sul Cenacolo di Leonardo da Vinci, Dario Fo (2007). Con il suo consueto approccio istrionico e non convenzionale, Dario Fo racconta il genio di Vinci, il contesto culturale in cui è emerso, la sua innata capacità di sperimentatore che lo portò a realizzare un’opera tanto bella e fragile.
- L’enigma del Cenacolo, Ross King (2013). Lo studioso canadese delinea un appassionante ritratto biografico dell’artista, soffermandosi sul celebre dipinto milanese e sul convento che lo ospita. Tra fatti storici, dati e curiosità, confuta inoltre le tesi più bizzarre.
- Leonardo. Il genio che inventò Milano, Marina Migliavacca (2015). Il rapporto che legò la città sforzesca a Leonardo durò per ben due decenni. In questa biografia romanzata l’autrice rievoca l’arrivo a 30 anni, l’incontro con il Moro, i progetti e le realizzazioni in tutti i campi, fino alla partenza per la corte di Francesco I di Francia.
- Leonardo da Vinci. Il Cenacolo, Carlo Pedretti e altri (2022). Pedretti è stato tra i più grandi studiosi di Leonardo. Insieme a Domenico Laurenza, Rodolfo Papa e Marco Pistoia, qui tratteggia la genesi del capolavoro milanese e il suo duraturo successo nel tempo.
- Leonardo da Vinci. Il Cenacolo 3D, Mario Taddei (2023). Grazie all’ausilio di tecnologie di ricostruzione tridimensionale, l’autore propone un viaggio virtuale nel dipinto e nelle intenzioni più segrete del suo artefice.
Per ragazzi:
- Leonardo da Vinci, genio senza tempo, Davide Morosinotto (2015). Adatto ai bambini dai sette anni in su, questo bel libro illustrato racconta l’eclettica avventura umana, artistica e scientifica del grande toscano.
- Leonardo da Vinci, Jane Kent (2018). Adatto a ragazzi della prima età scolare, questo volume illustrato da Isabel Muñoz affronta tutti gli aspetti del poliedrico Leonardo: pittura, anatomia, scienza, viaggi...
- Leonardo, Stefano Zuffi (2019). Biografia di Leonardo adatta dai 10 anni in su. Dal 1519, allorché è ospite di Francesco I in un castello della Loira, è Leonardo in prima persona a narrare la sua storia privata e artistica tra la Toscana, Milano e la Francia.
- Vite sognate del Vasari, Enzo Fileno Carabba (2021). Partendo dal primo manuale di storia dell’arte, scritto alla metà del Cinquecento da Giorgio Vasari, l’autore propone una galleria di artisti, Leonardo compreso, raccontati con una penna leggera e sognante, in cui le vicende reali si mescolano a imprevedibili evoluzioni biografiche.
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